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Proposta di legge elettorale

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Dopo tutte le balle sul sistema elettorale all’italiana ed alla tedesca proporrei quello alla …”TURCA”

Funziona in maniera semplicissima: basta metterci dentro l’intero panorama politico e poi si tira la catena…

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I Cinque Stelle sono dei cafoni…

Evvia, ti invitano a un meeting prestigioso come quello di Comunione & Liberazione, un’occasione unica per poter tirare fuori la lingua e dare delle belle leccate a culoni grassi e pelosi e tu cosa fai?

Dici la verità.

Cafoni, per l’appunto.


Dead End

The_dead_endNoi Italiani abbiamo la caratteristica di sperare sempre in una via d’uscita, un trucco, lo Stellone Nazionale, un miracolo. Siamo fatalisti per natura, ma siamo anche confidenti che “qualcuno” ci salverà, che la nostra arte di arrangiarci ci trarrà d’impiccio.

Personalmente non la penso affatto così, tutt’altro. Io penso che l’esserci arrangiati per generazioni non abbia favorito l’insorgere di un qualunque senso di appartenenza Nazionale (qualcuno diceva che l’Italia è un luogo, non una Nazione…). Non abbiamo mai dovuto pensasre a noi come ad un tutto unico, ma ogni pezzetto ha pensato per se rimanendo isolato e diviso. Quando qualche barlume di coesione ha cominciato ha nascere nelle varie parti “qualcuno” ha pensato bene di fare tabula rasa e imporre una Nazione da zero. Probabilmente prima o poi, se le condizioni saranno favorevoli, diventeremo una Nazione, ma per ora siamo 59 milioni di individui che si arrangiano. Lo facciamo a tutti i livelli, sia nella politica sia nell’industria. Quando siamo fortunati inciampiamoi in giganti come Olivetti o Mattei, altre volte in nanerottoli che riescono solo ad eccellere come prestanome per la mafia o come organizzatori di concorsi di burlesque. Purtroppo pare che a noi piacciano di più i pagliacci, forse perchè non accentuano il nostro complesso di inferiorità… In fondo chi continua per 200 anni a ripetere che siamo i discendenti dei Romani e gli eredi di Leonardo e Galileo è probabile che non abbia gran che da mostrare degli ultimii, diciamo 200 anni… Mentre le altre Nazioni crescevano e si espandevano noi rimanevamo divisi, isolati e rinchiusi nei nostri ricordi, come anziani nostalgici ignorati dai figli e dai nipoti.

Nell’industria valgono le medesime regole della politica, almeno nel nostro sciagurato paese. Quando ho pensato di fare un minimo di carriera per cambiare le cose che non andavano nell’azienda per cui lavoro (una delle maggiori del Paese) ho scoperto che avrei dovuto piegarmi a certe logiche, le stesse che volevo sconfiggere. Ho quindi deciso che non avrei venduto i miei principi ed i miei valori per poter diventare un dirigente di alto livello e tentare poi di mettere fine al medesimo sistema che mi aveva portato a quel punto. Mi sono chiamato fuori e ho deciso che avrei combattuto nell’ambiente in cui mi trovavo, senza scendere a compromessi con nessuno, per quanto difficile fosse. Da parte mia faccio del mio meglio per creare una piccola oasi dove si possa lavorare bene anche se mi sono messo in rotta di collisione con quai tutti quelli sopra di me…

Traslando il tutto nella situazione politica attuale mi par di poter dire che se a livello locale (molto locale, magari solo nei piccoli comuni…) si può sperare in qualcosa, a livello medio o alto non c’è speranza. Per arrivare li o sei parte del sistema o vai fuori giri in un attimo. Nel primo caso non hai più alcun interesse a cambiare nulla, mentre nel secondo non ne hai le capacità.

In pratica non c’è via d’uscita… forse siamo sull’orlo di una rivoluzione… anche se ne dubito fortemente. Gli italiani non hanno mai fatto una vera e propria rivoluzione, se mai hanno cambiato padrone sperando per il meglio e finendo spesso dalla padella nella brace.


La Peste Nera

peste533Tra il 1347 ed il 1353 circa un terzo della popolazione europea fu sterminata dalla Peste, scritta con l’iniziale maiuscola perché generò così tanto terrore da far pensare che fosse giunta la fine del mondo. Simili pestilenze si diffondevano nel medesimo periodo in Asia e nel vicino oriente portando la magnitudine della strage a cifre da estinzione. Mi son sempre domandato leggendo i resoconti dell’epoca e poi romanzi ambientati in quel tempo come si dovessero realmente sentire le persone che vedevano i loro cari “…cader come foglie d’autunno…” quasi senza una ragione, per una febbre improvvisa e selvaggia che in pochissimi giorni faceva “…soffocare i malcapitati nel loro stesso sangue…“. Ogni straniero che giungeva al villaggio, ogni nave che entrava in porto poteva segnare lo scoppio della malattia, non si sapeva come si diffondesse e cosa ne fosse la causa, in un periodo in cui non si sapeva cosa fossero i germi, un virus era qualcosa di più facilmente assimilabile ad una vendetta divina o alla magia nera piuttosto che qualcosa di affrontabile. Le pestilenze del passato erano  state affrontate con la disciplina e l’igiene, mantenendo case e granai puliti e liberi dai topi. Senza di loro le pulci stentavano a diffondersi e con esse si fermava la diffusione della malattia. Purtroppo il Medio Evo non brillava per nessuna di queste virtù oltre ad avere rotte commerciali molto più vaste dei secoli precedenti che mettevano in comunicazione genti molto distanti tra loro e come clandestini nelle stive di ogni nave si trovavano centinaia di topi…

Tutto questo incipit mi serve per dire che oggi so esattamente come si dovevano sentire le persone del XIV secolo di fronte alla Peste. Ho aperto un paio di edizioni web di alcuni quotidiani e ho visto la formazione del gOVERNO (scritto così per sottolinearne la pochezza…). Ho visto ancora le medesime storie, i medesimi sentieri svolgersi di fronte ad una Nazione allo sfascio. Mi son sentito sperduto, totalemte impotente di fronte al dilagare dell’ignoranza. Ho visto i titoli più che leggerli. Sono rimasto a guardare per un po’ e lentamente si è fatta strada in me la consapevolezza che anche l’ultimo treno è partito senza che lo prendessimo. Abbiamo scelto ancora il passato: meglio morire a modo nostro che vivere accettando un consiglio…

Nessuno che abbia il coraggio di cambiare strada, di far qualcosa di diverso… ancora una volta personaggi improponibili legati ai soliti carri di potere economico vengono elevati a rango di ministri, guidati da un primo ministro che aveva giurato “mai con Berlusconi” e che pur di regnare ha regalato il nostro deretano al PDL sancendo la fine del PD, o almeno così dovrebbe essere se la base del partito avesse ancora un anima. Sì perché se io fossi un elettore del PD oggi avrei dato fuoco alla sede rionale del partito usando una catasta di tessere di partito per incendiare tutto… ma mi sa che essendo in Italia andremo avanti per mesi a borbottare, farfugliare, parlottare… senza giungere a nulla, poi arriverà l’estate e faremo finta di dimenticare…e poi ricomincerà il campionato di calcio e tutti avrete altro a cui pensare.

Il tutto ignorando che in Parlamento esiste un’altra forza politica in crescita… o forse proprio per il panico generato da questa forza…

Questa politica è un morbo di cui non comprendiamo più i meccanismi di diffusione, i politici sono come i topi le cui pulci infettano tutto ciò che toccano… ormai non possimo sperare in nulla di meno di una “sanitation”, un repulisti profondo, ma non credo che ciò avverrà prima di essere ridotti alla fame e forse anche allora gli Italiani si affideranno a qualche messia da avanspettacolo, di quelli che piacciono tanto a noi italioti… e tutto sarà peggio…

 


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