Green Pass

Quel che si temeva sta accadendo. Senza formalmente dire che il vaccino è obbligatorio i governi stando rendendo impossibile fare qualunque cosa se non si è vaccinati: andare al ristorante, al cinema, prendere un mezzo pubblico

Qualcosa di simile era già stata annunciata in Francia da Macron, solo ieri e, da quel che si evince dalla stampa straniera, altri stati ci stanno pensando seriamente.

Non voglio neppure entrare nel dettaglio, non ho dati per dire onestamente se questi specifici vaccini siano davvero utili, pericolosi o semplicemente neutri, quindi mi astengo. Quel che mi va di dire invece è che non mi piace il metodo, che per altro è ben collaudato dai servizi internet. Prendiamo un servizio qualunque, per esempio Gmail. E’ utile, funziona piuttosto bene e lo usano in tanti (me compreso…). Ti vuoi iscrivere, inizi il processo e ad un certo punto ti ritrovi nella schermata (obbligatoria per legge) in cui ti si informa che raccoglieranno un po’ di dati sull’utilizzo. Leggi bene e scopri che sono un bel po’ di più di qualche dato qua e la. Soprattutto scopri che tutto quello che scrivi, i siti che visiti, quello che cerchi, tutto… è tracciato al fine di “renderti la vita digitale migliore”. Allora decidi di escludere qualcosa dalla lista dei permessi, ma scopri che se escludi troppo il servizio non può essere fruito. Intendiamoci, ci sta: mi hanno spiegato che se non paghi per un prodotto potresti essere tu il prodotto. In questo caso Google non è una compagnia di volontari che si divertono a scrivere programmi, è una multinazionale che ha il sacrosanto diritto di fare profitto. Ovviamente io credo che debba essere sottoposta a regole severe per evitare che il sottoscritto diventi solo un “prodotto” da vendere o comprare.

Tornando ai vaccini ci troviamo nella medesima situazione. Non sono formalmente obbligatori, ma se vuoi poterti muovere devi essere vaccinato, quindi stanno diventando di fatto necessari al di la della loro reale utilità medica (di cui, come detto non mi occupo). Non credo che questo sia l’approccio corretto considerando che l’accesso ai vaccini è piuttosto complicato. Siamo nell’era dell’informazione elettronica, ogni transazione è monitorata, quindi perché non mettere i vaccini a disposizione con semplicità? Le aziende potrebbero fare campagne di vaccinazione, i laboratori potrebbero farle… si dice che questi vaccini abbiano condizioni di conservazione difficili, ma stando a questo articolo EMA ha esteso fino a 30 giorni la possibilità di conservare il vaccino Pfizer in un normale frigorifero. Per quanto ne capisco io questo apre alla possibilità di vaccinare nelle farmacie o negli ambulatori. Io dovrò rinnovare la visita annuale e la farò al San Raffaele, perché non mettere a disposizione la possibilità di fare la prima dose in quest’occasione?

Rimane però il problema che ho rilevato all’inizio. Il metodo attraverso cui si stanno spingendo i vaccini è sbagliato, è discriminatorio. Mi si potrebbe ribattere che la salute pubblica ha un livello di priorità superiore rispetto alla nostra libertà di scegliere se vaccinarci o meno. Non sono convinto che sia così semplice. Le notizie sono sempre estremamente confuse e ho l’impressione che più che informare si stia agendo sulla reazione emotiva delle persone. E questo non ha mai portato a nulla di buono.

La democrazia è un delicato equilibrio tra regole e libertà personali, tra l’interesse pubblico e quello privato. Quando ho l’impressione di essere manipolato mi viene sempre il dubbio che ci sia dietro l’interesse privato più che quello pubblico.

Ho fatto talmente tanti vaccini in vita mia che uno più o uno meno ho l’impressione che poco cambierebbe, ma non vorrei che questo particolare periodo storico stesse aprendo le porte ad un tempo in cui salute e libertà saranno solo un’altra merce da comprare o da vendere


Vax Vax Vax… no-Vax, Forse-vax, Boh-Vax

Ci sarebbero tante cose di cui scrivere, nel mondo sta succedendo un po’ di tutto, ma pare che esista solo IL VIRUS! Quando poi scoprono che non sono vaccinato apriti cielo. C’è chi ha pensato bene di insultarmi, di darmi del negazionista, del no-Vax, dell’irresponsabile, del fascista, del comunista A poco sono servite le mie domande tipo:

  • Sai quanti vaccini ho fatto io nella mia vita?
  • Credi veramente che una volta vaccinato contro il Covid potrai essere libero di fare quel che facevi prima?
  • Potresti prendere ancora il Covid una volta vaccinato? Potresti trasmetterlo?
  • Ti sei mai chiesto quante sono davvero le tue possibilità di ammalarti seriamente nel caso tu venga a contatto con il Covid?

Al primo punto la risposta è semplice: a parte quelli obbligatori da bambino (antivaiolsa, antipollio, difterite, etc.) ho fatto:

  • Antitetanica
  • Antiepatite A/B
  • Antimeningococco
  • vaccino per febbre tifoide
  • Vaccino per febbre gialla
  • antirabica

Ho grande fiducia nella scienza e so cosa significa incappare in una delle malattie citate qua sopra, ne ho viste le conseguenze. Non mi sentirete mai dire che i vaccini in generale sono inutili, anzi. Hanno aumentato l’aspettativa di vita di moltissime persone, migliorandone la qualità

Al secondo e terzo punto posso provare a rispondere usando un articolo apparso sul sito Cleveland Clinic:

“Fully vaccinated” doesn’t mean “immune to COVID-19” 

As restrictions and mask mandates are dropped around the county, people who are fully vaccinated might be feeling the return-to-normal fantasy. But Dr. Cardona warns that now still isn’t the time to let your guard down. While the vaccines are potent, there’s still a chance that you could become infected.  

Dr. Cardona explains.  

“‘Fully vaccinated’ means that you completed a COVID-19 vaccine series as recommended for the best protection against severe complications such as hospitalizations and/or death. No vaccine offers 100% protection against illness, yet it does give you a better chance to fight off the infectious consequences of being exposed to the SARS-CoV2 virus.”  

Can fully vaccinated people still transmit the virus to others, including other vaccinated people? 

While it is possible, Dr. Cardona says that the ability to transmit COVID-19 may occur at a lower rate. She adds that this could also be a reality for people who don’t have a good immune response to vaccines.  

“The elderly, those with immune or chronic health conditions or those with underlying health disorders may not have the best protective response to vaccines, such as the COVID-19 vaccines. We are still collecting data and doing ongoing research about the vaccine responses in these vulnerable populations.” 

Why are vaccinated people still getting COVID-19? 

We’ve heard of cases where people who are in between doses or people who have received both doses are still testing positive or becoming infected with COVID-19. How is this possible? Dr. Cardona attributes this to exposure risks or where people are in the vaccination process. 

“Immunization with the COVID-19 vaccines provides the best protection within two weeks of being fully vaccinated. A person is considered fully vaccinated two weeks after receiving the second dose of Pfizer’s or Moderna’s vaccine or one dose of Johnson & Johnson’s. If someone tests positive for COVID-19 or becomes ill a few days later, they most likely were exposed before being fully vaccinated. There are reported cases of illness and/or exposure after the vaccines, but the complications of the disease for those not vaccinated yet has been of greater magnitude.” 

How long do the COVID-19 vaccines last in our bodies? 

The jury is still out on that one. According to Dr. Cardona and the Centers for Disease Control and Prevention (CDC), the exact timeframe for protection is unknown at this time. When you think about it, we all tolerate vaccines differently. So, the scientific community is still studying natural immunity and vaccine-induced immunity concerning COVID-19. 

“We don’t know exactly how long the vaccines will protect us after being fully vaccinated. However, the CDC and experts are still working to determine the answer to this question and will keep us informed of any changes. But the one thing we do know is that getting vaccinated is still the safer choice for preventing serious illness for you, your loved ones and for the benefit of our communities.” 

How well are the COVID-19 vaccines protecting people? 

On June 7, the CDC issued a press release regarding their study of the effectiveness of vaccines in fully vaccinated people. The study found that the mRNA COVID-19 vaccines authorized by the Food and Drug Administration (FDA) ( Pfizer-BioNTech’s and Moderna’s) reduced the risk of infection by 91% for fully vaccinated people. The study also is among the first to show that mRNA vaccination benefits people who get COVID-19 despite being fully vaccinated (14 or more days after dose two) or partially vaccinated (14 or more days after dose one to 13 days after dose two). 

The results of this study also suggest that fully or partially vaccinated people who become infected with COVID-19 might be less likely to spread the virus to others. With fully or partially vaccinated study participants, the virus was 40% less detectable in their noses. It was also detected in six fewer days (i.e., viral shedding) as compared to those who weren’t vaccinated when they became infected.

In addition, people who were partially or fully vaccinated were 66% less likely to test positive for the SARS-CoV-2 infection for more than one week in comparison to those who were unvaccinated. The CDC adds that while these indicators are not a direct measure of a person’s ability to spread the virus, they have been associated with a reduced spread of other viruses like varicella (chickenpox) and influenza (flu).

In quest’ultima parte dell’articolo si dice che le persone che hanno completato il ciclo vaccinale hanno il 91% di probabilità in meno di infettarsi e anche in caso di infezione il virus risulta il 40% meno identificabile. Direi che è una buona notizia, ma cosa significa, davvero?

Bisognerebbe capire esattamente quanto è contagioso il Covid, purtroppo non ho trovato numeri seri, ma possiamo intanto basarci sui numeri raccolti da worldometers a riguardo:

al giorno 25 Giugno risultano 180.910.091 i casi confermati dall’inizio della pandemia

3.919.082 deceduti

165.531.010 guariti

facendo un po’ di conti e considerando una popolazione mondiale di 7.875.000.000 persone (approssimata per difetto) abbiamo che:

  • 2.29% è la percentuale della popolazione mondiale che ha avuto il covid dall’inizio della pandemia (16 mesi)
  • solo 4% degli infettati ha avuto complicazioni serie, il 2% è deceduto
  • 0.049% della popolazione mondiale in 16 mesi è deceduta a causa delle complicazioni da infezione da Covid, il 2% circa degli infettati
  • 0.82% popolazione mondiale deceduta nel periodo della pandemia per qualunque motivo (incluso covid)

A naso le probabilità di venire infettato sono significative, ma decisamente basse quelle di averne delle conseguenze serie. Non mi paiono numeri da fine del mondo, comunque che il vaccino li riduca significativamente è una cosa buona.

Personalmente preferirei sentire che l’infezione da covid si cura meglio oggi perché la conosciamo meglio. I numeri associati mi confortano visto che

  • 11,462,871 sono i casi attivi al 25 Giugno
  • 11.382.145 sono i pazienti con sintomi lievi o praticamente assenti
  • 80.726 sono i pazienti con sintomi gravi o severi, solo lo 0.7% che visti in prospettiva mondiale sono lo 0.001% della popolazione

si vede bene che la forbice tra chi ha conseguenze serie e chi “la passa bene” si allarga a favore di coloro che hanno poche conseguenze dalla malattia.

Per concludere, ho il massimo rispetto per coloro che si fanno vaccinare per cercare di ridurre l’impatto dell’infezione, ma credo sia il caso di mettere i numeri nella giusta prospettiva e magari capire che non è proprio che siamo alle porte dell’armageddon…

Consideriamo poi che nei 16 mesi di pandemia sono morte 12.308.086 persone di fame… di cui di fatto è importato ben poco agli stessi che mi hanno insultato a causa del vaccino…

BTW, avevo anche aderito alla campagna vaccinale della mia azienda per dare il buon esempio… campagna che come tutte le opere di facciata è finita in vacca!


Covid in India: perché i numeri non tornano

Tanti (tantissimi…) anni fa al primo anno di Geologia a Pavia colui che è nella top 3 dei migliori insegnanti che io abbia mai avuto (Roberto Rossetti), spiegava che quando si ha a che fare con grandezze disomogenee non si possono fare comparazioni dirette, bisogna in qualche modo ridurle a denominatore comune. Poco tempo dopo, durante le lezioni di Petrografia si doveva stimare il contenuto in quarzo, K-feldspati, plagiocalsio, olivina, etc. per definire se un dato campione fosse un granito, una monzonite o che altro. In questo caso si lavorava per percentuali, non importava quanto grande (o microscopico) fosse il campione, non dovevamo stabilire quanti kg di quarzo vedevamo, ma la percentuale rispetto al totale.

Oserei dire che non servirebbe un’istruzione universitaria per sapere che 10 su 100 e 100 su 1000 è sempre e comunque il 10%, ma leggendo gli articoli apparsi recentemente sui numeri del Covid-19 in India direi che probabilmente non è proprio così. Oppure i dati sono presentati in maniera tale da creare ad arte un impatto.

Su Sky news questa mattina il titolo era più o meno “nuovo record mondiale di contagi in India: 414.433 nuovi contagiati. Ospedali in crisi e senza ossigeno, la gente muore per la strada”

Poco più in la nel tg la notizia che “si valuta il rimpatrio d’urgenza dei connazionali che lavorano in India” ed il virologoimmunologosatuttologo di turno che invoca il lockdown totale “ALTRIMENTI E’ L’APOCALISSE!”

Ovviamente i visti per gli Indiani per recarsi all’estero sono sospesi…

Qualcuno si è domandato cosa significa quel numero? 414.433 è sicuramente un numero “grande” se paragonato ai, per esempio, 25.261 nuovi casi registrati in Italia in un giorno a caso, nella fattispecie il giorno 3 Aprile 2021. Sicuramente tutti saranno d’accordo!

Io no…

In percentuale 414.433 in India significa lo 0.029% della popolazione mentre i 25.261 rappresentano lo 0.035% in Italia.

l’India, è bene ricordarlo, ha 1.39 miliardi di abitanti, l’Italia poco più di 60 milioni, quindi l’unico modo di comparare i dati è attraverso le percentuali. Per fare un esempio ieri la nostra percentuale di contagi vs popolazione era di circa 0.02%, mica poi lontanissima da quella indiana…

Allora perché questo allarme? (allarmismo?)

Onestamente non azzardo ipotesi, solo qualche considerazione

L’India non ha un sistema sanitario da riferimento (per usare un understatement), basta riferisi a questo articolo del 2017 per rendersi conto che è messa maluccio… quindi non mi stupisco che non riesca ad affrontare un’emergenza. Di fatto non riesce ad affrontare la “normalità”, figuriamoci un improvviso aumento di ricoveri. Comunque ieri l’India ha avuto 2.81 morti per milione di abitanti, l’Italia 4.27

Madre Teresa di Calcutta non operava in Albania, sua patria, ma in India, per portare sollievo ai poveri abbandonati a loro stessi. E’ lecito immaginare che larghe fette di popolazione già in condizioni normali vivano ai margini. Sentire una giornalista affermare che “ora con il Covid la gente muore per strada” è quanto meno ipocrita.

In buona sostanza l’India non è messa peggio di tanti altri Paesi, bisognerebbe cominciare a ragionare con la propria testa, evitando il “cervello in prestito”


Trovo il concetto di passaporto vaccinale disgustoso!

Sul sito di altroconsumo trovate come funziona il passaporto vaccinale o come dovrebbe funzionare, visto che ancora non è chiarissimo. Come esempio qui trovate cosa dice il ministero della sanità Israeliano. In entrambi i casi si dice che ha validità 6 mesi dalla settimana dopo aver ricevuto la seconda dose di vaccino. Se non si è vaccinati ci si può far fare un PCR o un test rapido, ma vale solo 48 ore. Considerato che un PCR test costa mediamente 75/80 euro, la mia libertà si muovermi ha un prezzo chiaro, pure tassato!

Qualche differenza la troviamo per quel che riguarda “i guariti”: in Israele sono “coperti” fino a fine giugno 2021, poi dovranno diventare “vaccinati”. In Italia non si capisce bene, ma credo che alla fine sarà così pure da noi. in ogni caso non è espresso chiaramente cosa dovrò fare alla scadenza dei 6 mesi dalla vaccinazione, ma ho il sospetto che la risposta sia “rifare il vaccino”. Non è che così sarà chiaro a tutti che si tratta proprio di un bel business? Nooo…perché dovrebbe?

Perché ho iniziato con una frase così secca? La spiegazione a seguire…

  • Chi risiede in una certa area non può spostarsi in altre aree se non per comprovati motivi di lavoro o di assoluta necessità. Dovrà fornirne autocertificazione o una lettera del datore di lavoro in caso di comprovati motivi di lavoro. Le zone sono marcate con colori a sola discrezione del governo e su indicazione di un comitato di cosiddetti esperti (CTS). Il governo può imporre coprifuoco e chiusure senza passare dalle normali dialettiche Parlamentari, per decreto
  • Ogni cittadino dovrà iscriversi nell’apposito registro e dichiarare se è: Vaccinato negli ultimi sei mesi, Guarito sempre negli ultimi sei mesi e non ha avuto alcun episodio sospetto, Testato nelle ultime 48 ore, o Malato. I suoi diritti alla mobilità ovviamente cambieranno di conseguenza. Magari useranno le iniziali: V, G, T, M
  • Chiunque provi a proporre qualcosa di diverso, tipo un sistema differente per affrontare questa pandemia, magari sviluppando cure efficaci a prescindere dal vaccino è tacciato di “negazionismo” e quindi non degno della benché minima considerazione

Non è ancora chiaro? Provo a darvi qualche altra informazione…

  • Una volta, non tantissimo tempo fa nel paese d’origine di mia moglie esisteva una legge che richiedeva che una larga fetta di cittadini portasse sempre con se una specie di passaporto nel quale doveva essere specificato chi erano, da dove venivano e che motivi avevano per essere fuori dalla loro zona (comune, città, provincia). Erano ammessi motivi di lavoro e motivi di assoluta necessità, ma entrambi potevano essere revocati senza una spiegazione, solo dicendo “ragioni di sicurezza”. Il governo aveva deciso unilateralmente quali fossero i confini di queste zone e la stragrande maggioranza dei cittadini non aveva avuto voce in capitolo. Il coprifuoco era una prassi normale
  • in base ad un’altra legge a seconda della propria “categoria” (vedi sotto) era vietato partecipare in associazioni che non fossero preventivamente approvate e che comunque potevano essere chiuse in qualunque momento
  • Ogni cittadino doveva iscriversi in un apposito registro e barrare una delle seguenti lettere W, C, B, A. La categoria avrebbe determinato il suo grado di libertà
  • Chiunque mettesse in dubbio la bontà delle leggi di cui sopra era indicato come “nemico” quindi non solo non aveva diritto di parola, ma nel caso qualcuno lo avesse ascoltato sarebbe stato considerato complice ed ugualmente colpevole

Se ancora non avete capito di cosa sto parlando qui trovate quanto serve

Per decenni in giro per il pianeta si sono fatti concerti, campagne di sensibilizzazione per supportare i dissidenti, siamo scesi in piazza e abbiamo supportato la loro lotta. Ora perché dovremmo essere felici di vedere un bel sistema di controllo e discriminazione approvato dai nostri governi?


Auto elettriche e inquinamento: considerazioni in libertà

Avevo un post pronto in forma di racconto brevissimo, ovviamente sull’argomento del giorno relativamente al Covid: vaccini e passaporto vaccinale. Avevo e ho, ma tale rimarrà almeno per un po’ perché onestamente, non so voi, ma io non ne posso più. Non tanto il covid, ma la sua gestione mi hanno totalmente stancato. Ne ho le scatole piene di interviste a virologi che parlano di come ci si ammala anche con il vaccino e come il vaccino duri poco e come comunque dovremo fare il vaccino per muoverci, per sempre… poi mi sono rotto le scatole di interviste a chiunque, fisici, statistici, architetti impiegati di banca… e tutti sono esperti in virologia, tutti ci raccontano che no, la realtà è cambiata e tutti dobbiamo adattarci o estinguerci come moderni dinosauri.

Moderni dinosauri sembrano essere anche le automobili, ma solo quelle con motore termico. Perché a quanto pare il covid ha accelerato il cambiamento e anche il petrolio andrà in soffitta. Quando? prestissimo! anzi prima…o forse quasi…

Così si parla di transizione verso “l’elettrico” qualunque cosa questo significhi: automobili elettriche, case elettriche (!?), COSE elettriche… e tutte queste entità useranno elettricità che al momento non è chiarissimo come verrà prodotta, ma di questo parleremo dopo, perché una volta prodotta l’elettricità va immagazzinata per esempio, in batterie. Queste ultime negli ultimi decenni sono progredite tantissimo e la densità di energia è cresciuta costantemente ma mentre un kg di gasolio contiene 13 Kw/h una batteria di ultima generazione si attesta attorno ai 0.2/0.4 Kw/h per kg di peso. Pochino, vero? Poi andrebbe introdotto il concetto di efficienza globale del processo che per i motori termici è imbarazzante: un motore termico trasforma in movimento il 13% dell’energia contenuta nel combustibile, mentre l’efficienza globale del motore elettrico è del 73%. Ragionando per multipli si può dire che il petrolio produce “solo” 11 volte più energia di una batteria… tutte queste informazioni le potete trovare qui, ma se ne avete voglia una semplice ricerca vi potrà fornire un sacco di informazioni a riguardo.

Il problema delle batterie non risiede solamente nella loro densità di energia, ma banalmente nei materiali costitutivi. Non li trovi facilmente e visto che stanno diventando molto richiesti aumentano rapidamente di valore. Oltretutto sono spesso “un pochino inquinanti”, non solo da smaltire, ma anche da estrarre. Questo articolo di Euronews mette in evidenza i rischi, ma anche le contraddizioni. La stessa ambientalista che si dice felice che finalmente ci libereremo del petrolio puzzolente afferma che lo sfruttamento delle miniere a cielo aperto per l’estrazione del litio è inaccettabile e non sostenibile. Sostenibile è il termine più gettonato del momento assieme a esponenziale, purtroppo entrambi usati a sproposito.

Mi sorprende che la signorina si sorprenda: se vuoi cambiare in poco tempo un’economia basata sulla disponibilità di energia cambiandone le fonti di approvvigionamento e i metodi di sfruttamento è ovvio che dovrai pagarne un prezzo!

Io sono un povero geologo, per definizione un naturalista e per convinzione un ambientalista, certo non per convenienza e soprattutto credo di saper discernere il reale dal sogno. So che ogni essere vivente ha un’impronta sull’ambiente (parlo di footprint energetico). Esistiamo quindi trasformiamo energia. Questo processo per poter essere realmente sostenibile in tempi umani deve poter essere “assorbito” dall’ambiente che ci circonda senza che questi ne subisca cambiamenti dannosi (attenzione, i danni alla Natura alla lunga sono poco rilevanti, nel lungo periodo tutto muta, il problema è che i danni in tempi umani danneggiano anche noi bipedi scarsocerebrati). Dobbiamo imparare a vivere e prosperare senza fare danni: mica facile con la cultura attuale in cui l’Uomo (mica anche le donne eh…?), l’Uomo ha ricevuto in dono un pianeta con cui giocare e di cui è il re: tutto esiste per farlo felice… Oggi forse stiamo scoprendo che non è così.

Ma dicevamo della batterie. Sono migliorate, hanno più densità energetica e sono più sicure… eh sì mi ero dimenticato che potrebbero esplodere se sottoposte a sollecitazioni particolarmente intense. Allora qualcuno ha pensato: da un centinaio d’anni conosciamo le celle a combustibile, perché non le miglioriamo e le utilizziamo per produrre energia elettrica direttamente nelle automobili?

Una cella a combustibile produce elettricità sfruttando una reazione elettrochimica. Trovate una trattazione più che adeguata a questo indirizzo

Nella sua forma più semplice una cella a combustibile combina idrogeno ed ossigeno a formare acqua, nel processo c’è un movimento di elettroni tra anodo e catodo che genera forza elettromotrice. Bello, il sottoprodotto e acqua, il liquido più importante sul pianeta, in questo esempio non ci sono altre scorie o sottoprodotti nocivi. FANTASTICO

Mica tanto. Per cominciare l’idrogeno in natura si trova normalmente legato ad altri atomi. Se state mangiando una merendina vi state facendo una scorpacciata di idrogeno assieme al carbonio nei carboidrati ed nei grassi idrogenati, quando mettete benzina nel serbatoio ci infilate insieme ad altre porcherie una grossa quantità di idrogeno assieme al carbonio negli idrocarburi. Anche mentre vi disinfettate con l’etanolo avete a che fare con l’idrogeno sotto forma di C2H5OH.

Ce ne è tanto ma non è libero, va processato per avere le molecole H2 necessarie alla reazione. Ci sono generatori come questo che funzionano ad etanolo ed hanno come sottoprodotti acqua, CO2 e calore e vanno bene per basse potenze, certo non per muovere un auto. Per potenze maggiori, per una casa per esempio ci sono questi che funzionano ad idrocarburi gassosi (a metano o a GPL). Come vedete la cella a combustibile esiste, funziona, ma è spesso alimentata con alcol o con idrocarburi. Il motivo risiede nella poca praticità nell’uso della molecola H2. E’ difficile stoccarla e trasportarla, è talmente piccola che tende a permeare i materiali dei contenitori e a sfuggire dalle giunzioni dei tubi usati per il trasferimento. Oltretutto è estremamente reattiva con l’ossigeno e ha tendenza a bruciare.

Ricapitolando, le celle a combustibile sono ottime, in teoria, ma in pratica o usano idrocarburi o alcoli o necessitano di sistemi molto sofisticati per stoccare l’idrogeno. Anche ammettendo di trovare un sistema fantastico per immagazzinare l’idrogeno rimane la domanda: da dove lo prendiamo? Lo posiamo prendere dall’acqua per elettrolisi, ma sarei cauto ad usare il liquido più importante del pianeta per sfamare il nostro appetito di energia. Oltretutto questo piccolo ragionamento evidenzia che l’idrogeno non è una fonte di energia ma un vettore, un mezzo per immagazzinarla e trasferirla, non un sistema primario di produzione. Bruciare un kg di legna rilascia l’energia che vi è stata immagazzinata da vari processi elettrochimici che vanno sotto il nome comune di fotosintesi, prima di poter bruciare l’idrogeno bisogna produrlo fornendo energia ad un sistema altrimenti inerte, tipo elettrolizzando l’acqua. Idealmente l’idrogeno può essere visto come il vettore dell’energia prodotta da eolico, solare o altro. Con questa energia si produce idrogeno che poi la rilascia (a meno delle perdite di efficienza) quando si ricombina con l’ossigeno. Ovviamente se si usa altro, tipo etanolo si avrà produzione di CO2 che è un noto gas serra…

In poche parole il passaggio dall’economia fondata sugli idrocarburi a quella fondata sulle rinnovabili (anche qui, qualunque cosa significhi) sarà tutto fuorché indolore. Esiste la geopolitica del petrolio, esisterà la geopolitica del litio. O forse è da un po’ che esiste.

Tornando per un attimo alla signorina che si lamentava della miniera di litio in Portogallo, immagino fosse la medesima che (giustamente) si lamentava dell’eccessivo uso degli idrocarburi, la stessa che si lamenterà dell’eccessivo consumo di acqua dolce per la produzione di batterie o di idrogeno, anche qui non a torto. Non se ne esce, quasi 8 miliardi di esseri umani sporcano tanto e stressano il pianeta in maniera eccessiva. Purtroppo il problema non è il petrolio, non è la plastica, non saranno le miniere di litio e altre stronzate, il problema siamo noi che insistiamo a voler mantenere un sistema insostenibile. Quando eravamo 2 miliardi potevamo permetterci di essere così poco attenti a ciò che ci circondava perché eravamo quasi irrilevanti, ora anche con auto migliori, case più efficienti e un sacco di aiuti siamo tanti e consumiamo troppo. Non credo che la cosiddetta rivoluzione green risolverà alcunché perché le economie emergenti hanno il diritto di migliorare lo standard di vita dei loro cittadini e purtroppo le nuove tecnologie costano troppo per loro. Anche per noi…

O cerchiamo un modello differente di società basata sull’equilibrio oppure qualunque intervento sarà solo un cerotto su una ferita troppo grave per esser guarita. Non è la bottiglia di plastica il problema, ma la nostra convinzione di poter continuare con l’usa e getta. Non è l’auto diesel il problema, ma il fatto che l’auto sia il nostro principale mezzo di spostamento, bruciando un sacco di risorse e intasando le città, se sarà elettrica non è che sarà davvero a impatto zero, le batterie hanno un costo ecologico, la produzione di energia anche. Non sarà la miniera a cielo aperto il problema, ma il fatto che alla maggior parte della gente non importerà nulla dell’impatto globale dell’uso delle batterie al litio, sarà ancora “ignorante” rispetto alle proprie scelte.


Non di solo covid

Paziente:Pronto, buon giorno dottore, volevo dirle che mia moglie è stata male tutta notte a causa della diverticolite
Dottore: accidenti, ancora? Era un po’che non le capitava
Paziente: si, purtroppo ora sta ancora parecchio male. Per fortuna sappiamo come trattarla, ma non riesce a tenere nello stomaco nulla quindi servirebbe farle un iniezione come già fatto un paio di anni fa…

Dottore: eeh…no, ora bisognerà chiamare l’ambulanza e farla andare in ospedale…

Paziente: mi scusi dottore, ma non è che gli ospedali sono sovraccarichi…non potrebbe passare lei

Dottore: eeh…nooo, c’è il covid…anzi dovrà anche fare il tampone…si sa mai che abbia il covid

Paziente: guardi, sappiamo benissimo cos’ha, è in cura da anni

Dottore: sì vabbè ma il covid

Paziente: ma Tefnuth maiala, non è che basterebbe curarla a casa senza esporla inutilmente?

Dottore: eeeeh…ma saaaa…il covid

Paziente (sempre meno paziente): ho capito che c’è ‘sto cazzo di covid, ma Anubis! non si può ridurre tutta a questo, la gente ha anche altri problemi e può star male anche senza!

Dottore: eeeeh, ma lei non capisce, nega il cooooviiiid

Paziente: io so solo che mia moglie sta male e se non riuscirò a farla curare come si deve il covid sarà l’ultimo dei vostri problemi

Lo scambio di battute qua sopra è realmente avvenuto, i personaggi sono stati cambiati ed i nomi delle deità modificati per proteggere la loro privacy.

Il covid comunque sta benissimo



Il Vaccino, Il Vaccino….

Per mesi ci hanno ripetuto che il vaccino ci salverà tutti.

Poi è iniziata la guerra dei vaccini: il mio è migliore, il suo non è “approvato” qui, ma la sì… se non mi fai vendere quel che voglio col cazzo che ti do il vaccino…

Ora mi dicono che se e quando farò il vacciono (lo devo fare altrimenti sono un irresponsabile, mi aumenteranno le tasse e andrò all’inferno) dovrò stare a 2 metri da chiunque quando non metto la mascherina e se per caso una delle persone che incontro risulta positiva mi tocca fare 14 giorni di quarantena.

Quindi… il vaccino previene la malattia sintomatica, ma siamo ancora untori. Non è che ‘sta cosa sta divendtando degna di Philip K. Dick?

Potete trovare i dati sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, comunque tra i 50 ed i 59 anni la letalità è dello 0.9% per i maschi e dello 0.3 per le donne, per classi d’età inferiori i numeri sono ancora migliori. Domanda: a loro serve davvero il vaccino se poi questo vaccino non ferma il contagio?

Faccio il vaccino, ma poi per responsabilità civile devo continuare a vivere in galera?


12 Mesi di Lockdown… la zona “ROZZA”

Continuano tutti a ripetere che il mondo sarà migliore, dopo. I media promuovono la “mobilità elettrica” (c’era già, si chiama treno, ma praticamente tutti i governi dal dopoguerra ad oggi hanno spinto per l’automobile a tutti i costi…). Ci mostrano le nuove Audi e-tron (ma tacciono sul prezzo), sparano titoloni sull’auto ad idrogeno, ma non spiegano ad idrogeno come (motore termico, elettrico…) idrogeno da dove… da Giove? no perchè non mi risulta che la molecola H2 sia particolarmente diffusa sul nostro pianeta… va prodotta e ci vuole energia. Da cosa bhe, tutti pensano dall’acqua (il liquido più importante in natura…), ma è più probabile dall’etanolo o dagli idrocarburi. Poi andrebbe trasportato e stockato, due operazioni tutt’altro che semplici, le condutture per idrocarburi non sono certo adatte a causa delle dimesioni della molecola in questione… tende ad infiltrarsi ovunque e a scappare. A questo punto tutti ad invocare gli idruri solidi. Ma basterebbe fare un salto sui siti specializzati per scoprire che non sono ne a buonmercato ne poi così semplici. E quindi si ritorna alle batterie al litio, nelle loro varie forme e formulazioni, con tutti i problemi legati all’impatto ambientale della loro produzione e smaltimento per tacere del probema legato all’estrazione del litio, piuttosto raro e concentrato in aree a rischio geopolitico.

Altri affrontano l’argomento dal punto di vista sociale e dicono che avremo imparato ad essere più solidali, ma poi l’America First di Trump non viene certo accantonato ad Biden e i vaccini diventano arma politica e di lobbying. Se non mi fai avere agevolazioni col cazzo che vedi il vaccino!

Il buon (si fa per dire) Draghi ha già sussurrato che “mica si potrà salvere tutti, non ci son soldi a sufficienza per i ristori”. Frase ovvia, ma per 12 mesi si è ripetuto che nessuno verrà lasciato indietro. Frase ripetuta come un mantra anche mentre 1 milione di persone si aggiungeva alla schiera dei poveri assoluti, altre centinaia di migliaia hanno perso il lavoro e vivono prosciugando i risparmi o facendo debiti. Mi vien da pensare che questa sia una strategia per rimettere in circolo il capitale del risparmio privato… spero di sbagliarmi.

La gente viene mantenuta adeguatamente terrorizzata e si dice che il vaccino sia l’unica speranza… ma è una speranza che ha un costo politico, economico e sociale altissimo: siamo nelle mani di Big Pharma e si vorrebbe che sorridessimo felici mentre ci prendono quel poco di libertà che i vari DPCM ci han lasciato

Saremo più poveri, meno liberi e con uno stato sociale in pieno stile “America”, a prima vista mi fa veramente cag…


Covid 19, Marzo 2021: profitto vincit omnia

Chi si aspettava un mondo migliore, solidarietà e un supporto per uscire dall’emergenza rimarrà (come sempre) deluso.

Non vale la pena di entrare nei numeri che comunque se letti attentamente dipingono una scena un po’ diversa da quella che ci presentano giornalente i media, mi pare però corretto rimarcare almeno un articolo apparso ieri su vari quotidiani, ma che non ha avuto sufficente risalto. A quanto pare alla richiesta di sospendere temporaneamente i Copyright sui vaccini Covid per permettere a tutti di produrne in quantità sufficienti il WTO ha risposto picche. India e Sud Africa avevano ufficializzato la richiesta, supportate da varie organizzazioni internazionali, purtroppo molti paesi cosiddetti ricchi, capitanati da USA, UK e dall’unione Europea (sì, anche quegli sfigati degli italiani…) si sono opposti recisamente. Il diritto al profitto val bene qualche cadavere…

Quindi coloro che pensano ancora che questa sia davvero una pandemia “seria”, che queste misure siano necessarie altrimenti moriremo-tutti-moriremo-tutti è gentilmente pregato di pensarci su bene… Se fosse vero perché si accettano ritardi enormi e disorganizzazione totale?

Ieri poi ho notato che al supermercato non si potevano prendere le cartucce delle stampanti come parte del DPCM, mentre i tabaccai erano regolarmente aperti. Capisco che il Covid sia il killer del secolo, che 2.5 milioni di morti in un anno siano tanti. Capisco anche che fare incazzare ulteriormente coloro che hanno una dipendenza da tabacco sia rischioso e che le tasse sul tabacco siano una voce importante nel bilancio di uno stato, capisco anche che la Philip Morris faccia tanta pressione, ma siccome il fumo uccide 3 volte più del Covid mi aspetterei più coerenza (fonte organizzazione mondiale della sanità, la stessa che ci sta terrorizzando con il Covid)

Una nota personale sul fatto che un anno dopo siamo ancora in emergenza: se il mio direttore di macchina mi dicesse dopo 10 giorni da un serio problema, che la mia nave opera ancora con il generatore d’emergenza metterei seriamente in dubbio la sua competenza e la sua capacità di risolvere i problemi. Siccome dopo 12 mesi stiamo ancora tirando avanti a forza di decreti e in pratica siamo ancora in emergenza (vera o presunta) direi che è lecito chiedersi se i governi sono all’altezza del compito o se magari ci stanno prendendo per il culo…

In caso la risposta valida fosse la seconda perché non ci siamo ancora incazzati a dovere?


Noia da Covid, oggi do i numeri

Poi capita che dopo aver passato tanto tempo in casa a far poco o nulla uno si fa delle domande e non avendo risposte dai canali ufficiali che ripetono sempre le stesse cose comincia a scavare per conto suo. Così si trovano un sacco di numeri. Per evitare di prendere delle grosse cantonate la cosa migliore è rimanere appiccicati alle fonti “ufficiali”, ma leggendole con maggiore attenzione. Così si scopre che oggi, 8 Febbraio 2021 sono:

  • 106.752.707 di casi totali fin dall’inizio della pandemia
  • 2.328.807 Morti dall’inizio della pandemia

Letti così sono tanta roba, davvero.

Ma perché non approfondiamo un pochino, tipo quanti sono i casi attivi, quanti i guariti, quanti in gravi condizioni. Qui i numeri si complicano, soprattutto a causa della “planetarietà” della situazione. Se scavate nel sito del WHO potete trovare tutto o quasi, vi ci vorrà solo tanta pazienza e un po’ di fantasia per realizzare che siccome i dati arrivano in tempo reale spesso potrebbero apparire strani perché non sono “normalizzati”, ma la “bigger picture” riporta dei valori che possono essere d’aiuto

  • 25.827.480 casi attivi (giorno di riferimento 7 Febbraio 2021)
  • 25.869.874 Casi in condizioni lievi. il numero è più alto rispetto ai casi attivi perché viene aggiornato in un momento differente, quindi ha delle incongruenze che verrebbero sanate tracciando una linea e tenendo conto dei dati settimanali e non giornallieri, ma purtroppo così non è…
  • 103.722 casi da gravi a critici

I numeri scritti così, pur con le loro incongruenze sono ancora piuttosto seri: comunque 103.722 persone sono a rischio della vita.

Per sanare un pochino le incongruenze vale la pena ragionare in termini di percentuali

  • 99.4% dei casi sono lievi
  • 0.4% seri o gravi

ma in generale, quale è stata la letalità a livello mondiale? Essendo ancora in atto la pandemia non abbiamo un quadro completo, ma considerando solo i casi conclusi abbiamo quanto segue:

  • 80,925,227 Casi con una conclusione
  • 2,328,807 deceduti
  • per una letalità di circa il 3%

Il 3% di letalità non è proprio pochissimo, ma come si inquadrano i numeri nella figura globale?

Leggendo la tabella sopra scopriamo che al momento 3 persone su 1000 al mondo sono positive al Covid 19: in una città di 10.000 abitanti 32 sono positivi, non è che le probabilità di incontrarle siano poi così alte…

Sempre dalla tabella qua sopra i casi severi sono 1,3 su 100.000 abitanti…

in Italia, per intenderci, ci sono stati oltre 91000 morti ad oggi, 8/02/21. In percentuale rispetto alla popolazione siamo allo 0.15% con una letalità del 4%. La letalità si avvicina alla media mondiale, con “solo” un 33% in più, ma i casi totali arrivano al 4.36% della popolazione, circa 3 volte di più rispetto al resto del pianeta.

Pur con queste percentuali oggi in Italia solo 7 persone su 1000 sono positive… e 3 ogni 100.000 sono in gravi condizioni.

Con oltre 91000 morti dall’inizio della pandemia ho notato anche una certa “ansia” da 100.000 ascoltando i vari media. Pare che non si veda l’ora di fare “il tragico annuncio”

Personalmente preferisco dire che nel mondo 78,450,304 di persone sono guarite dal Covid 19 mentree in Italia sono 2,118,441 su 2,636,738 casi totali (2,209,714 conclusi)

Leggo i numeri e poi ascolto le news… e non riesco a non domandarmi cosa mi stia sfuggendo


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