Discorso sui diritti: il diritto di voto

Una volta qualcuno mi ha fatto notare che nelle discussioni non si deve essere d’accordo per poter portare del valore aggiunto. Credo proprio che la mia prossima affermazione non troverà molte persone “d’accordo” con me…

Io non credo che il suffragio debba essere universale senza se e senza ma…
Non è una provocazione, è esattamente quel che penso. Il ragionamento alla base dell’affermazione è piuttosto semplice, ma procediamo per gradi.
Banalmente si potrebbe dire che non tutti possono guidare, solo chi, dopo aver sostenuto un apposito esame, consegue la patente di guida può condurre un veicolo su strada. Anche dopo aver conseguito la patente non consideriamo il suo diritto alla guida come acquisito senza limiti, ma se i suoi comportamenti non sono consoni possiamo infliggere delle multe, sospendere la patente per un periodo o arrivare al ritiro del documento con obbligo di rifare tutto il percorso formativo e sostenere l’esame daccapo. La guida di un veicolo non è certo da considerarsi al pari del diritto a partecipare alla vita politica della propria Nazione o anche semplicemente del proprio Comune. Infatti, acquisire il diritto di condurre un veicolo su strada è molto meno importante del diritto di partecipazione alla vita pubblica. Allora perché per quest’ultimo non è previsto alcun percorso formativo? Perché prima di recarci alle urne non abbiamo l’obbligo di dimostrare che siamo in grado di capire quel che facciamo? Non tiriamo in ballo la storia che si vota una volta maggiorenni… l’anagrafe non certifica che una persona sia in grado di comprendere un testo complesso, a quello dovrebbe pensare la scuola, ma purtroppo nonostante gli sforzi di moltissimi insegnanti volenterosi la scuola è stata quasi smantellata e ad ascoltare molti miei concittadini vien da chiedersi se siano realmente in grado di capire quel che (raramente) leggono o se semplicemente si allineino pedissequamente al “diktat” dei media. Quella precedente è una frase molto lunga per dire semplicemente che trovo che moltissimi cittadini siano facilmente manipolabili. Se questo non fosse vero i politici sarebbero di qualità decisamente migliore… invece abbiamo persone che in generale parlano alla pancia della gente, non alla loro testa. Sostanzialmente per due motivi: il primo è che la pancia reagisce prima ed il secondo è che mica son sicuri di trovarla, la testa. Aggiungerei che se parli alla testa e la testa funziona devi evitare di dire le cazzate che affollano le dichiarazioni (e le azioni) dei nostri politici.
Come la patente non certifica che sarai un buon autista così una laurea non certifica che tu sia un buon cittadino.
La qualità dell’insegnamento è fondamentale. Anche qui: il diritto dovrebbe essere quello di avere accesso alla scuola, non quello di avere una laurea. Una volta le università si pesavano per la qualità dei laureati, oggi solo per la quantità. Non credo si sia fatto un passo avanti. Nella mia visione dovrebbe essere la scuola media, sia inferiore sia superiore a formare i cittadini. Gli anni più formativi sono quelli che vanno dagli 11 ai 18, li si dovrebbe concentrare lo sforzo di costruire dei cittadini con spirito critico. Poi chi vorrà potrà proseguire, ma a 19 anni già dobbiamo avere gli strumenti per essere adulti. Anche se magari lo diventeremo davvero qualche anno dopo.
Se poi qualcuno sarà costretto ad andare a lavorare a 16 anni avrà comunque le basi, se vorrà votare credo che dovrà comunque dimostrare di essere un cittadino capace di ragionare con la sua testa e di comprendere.
Pagare le tasse non significa automaticamente che abbiamo il diritto di decidere come spendere quei soldi
Votare significa partecipare alle decisioni fondamentali (ma anche in quelle più semplici) della vita sociale e quindi anche su come spendere i soldi raccolti con le tasse. Si potrebbe affermare che se un cittadino paga le tasse ha anche il diritto di decidere come spenderle. È vero solo in parte. Ha sicuramente il diritto di godere dei servizi per cui ha pagato le tasse, ma se non comprende a fondo le implicazioni di una decisione piuttosto che un’altra, se necessita sempre e solo spiegazioni da altri o se si allinea senza approfondire non ha il diritto di intervenire. Nel mio lavoro io non chiedo l’opinione di qualcuno che non può dare valore aggiunto alla discussione, perché dovrebbe funzionare che in democrazia il valore aggiunto sia solo una percentuale? Se un politico fosse una persona seria chiederebbe i voti a persone in grado di comprendere a fondo le sue ragioni. Il problema che le ragioni di opportunismo finirebbero di fronte alla capacità critica delle persone…
La democrazia così come è oggi è la peggior nemica della DEMOCRAZIA
Se a votare è sempre la pancia della gente di certo non si vota chi ci chiede sacrifici per uscire dalla crisi, mentre se a votare è la testa pensante dei cittadini educati e preparati chi chiede sacrifici per uscire dalle crisi starà ben attento a non commettere errori gravi e a portare il paese fuori dai problemi, senza benefici personali e senza incollare il deretano alla poltrona per evitare che IL POPOLO lo prenda bellamente a calci.
Immaginiamo un governo che si trovi a gestire una crisi economica strutturale. Di qualunque parte politica sia dovrebbe prendere decisioni difficili, spesso impopolari. Certamente farà del suo meglio per dare opportunità a chi perderà il lavoro, supporto, stato sociale, ma quando la crisi è strutturale si deve intervenire a fondo… Questo governo oggi (ammesso che possa mai esistere, visti i governanti attuali) avrebbe vita brevissima, verrebbe cassato immediatamente e “l’opposizione” si presenterebbe proponendo tagli alle tasse (e ai servizi, ma si vede prima che si paga meno di tasse e solo quando servono ci si accorge che non ci sono posti in ospedale…), qualche palliativo, qualche aggiustamento contabile, giusto per tirare avanti. Poi si deve trovare un’arma di distrazione di massa e si porta l’attenzione altrove. Questa non è democrazia, questa è una presa per il culo.
La democrazia, quella vera, è condivisione dei progetti e dei sacrifici, è camminare assieme verso un obbiettivo.
Uno non vale uno
Mi spiace Beppe, ma il voto di un cittadino informato, preparato e con capacità critica non può valere come quello di una marionetta. Siccome non posso avere voti con peso diverso, altrimenti non se ne esce più, l’unica possibilità è che il diritto di voto vada acquisito attraverso un processo formativo o una riconosciuta attività sociale che porti beneficio alla comunità. Chi non partecipa o chi non completa il processo formativo scolastico non vota. Rimane ferma la mia convinzione che la scuola debba riprendere il suo posto al centro della società. Debba essere dura, nel senso che deve essere una sfida per gli studenti. Deve insegnare ad essere cittadini prima di tutto. Ogni studente ha il diritto di studiare, ma dovrà guadagnarsi il diploma. Per guadagnarsi il diritto di essere un cittadino di una DEMOCRAZIA vera.

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Di muri, porti chiusi ed altre nefandezze

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Oggi si fa un gran parlare di muri, di porti chiusi, di “prima gli Italiani”, di diritti… ma non si sente mai parlare di doveri. Anzi no, i doveri sono sempre quelli degli altri, chiunque siano questi altri. Comunque, non noi… noi abbiamo il diritto!!

Ho incontrato ben poche persone che fossero ancora capaci di ragionare con la propria testa e onestamente ho ben poca voglia di discutere. Questo post serve solo a me, per veder scritto quel che penso, forse solo per metterlo in ordine o magari per sapere che esiste veramente.

Migranti

Ce n’è sempre stati e sempre ce ne saranno. È un’affermazione banale forse, ma se si studia la storia, sia quella recente sia quella del passato remoto scopriamo che esistono da sempre le “pressioni demografiche” siano esse generate da carestie, da guerre o semplicemente da crescita incontrollata della popolazione rispetto alle risorse disponibili. Un esempio di pressione demografica dell’antichità potrebbe essere la spinta delle popolazioni delle varie Città Stato greche a fondar nuove colonie. Gli insoddisfatti, i poveri o anche coloro che venivano considerati “pericolosi” per il sistema venivano “invitati” a migrare altrove. In un pianeta con poche centinaia di milioni (forse meno di 2/300 milioni in tutto il globo) queste migrazioni sono ricordate dalla storia come positive e benefiche: esportazione della Civiltà Ellenica, fondazione di Città che hanno segnato la storia civile e scientifica dell’umanità. Ma mica si ferma qui, la pressione continua a crescere ed anzi, con l’aumentare dei numeri aumenta anche la distanza da cui arrivano i migranti ed ecco che pochi secoli dopo, alle porte della Repubblica Romana bussano i primi “Barbari”. La Repubblica è solida e con i suoi valori fondanti ancora intatti e dopo vari “attimi” di sbandamento (peraltro piuttosto seri… vedi sacco di Roma del IV secolo a.C.), le velleità Celtiche vennero spente definitivamente da Cesare nel primo secolo a.C. La storia insegna che Dionisio I di Siracusa era un po’ il burattinaio dietro le spinte celtiche in Italia, ma anche lo stanziamento di nuove popolazioni da est nell’Europa centrale ha aiutato a mobilitare gli eserciti verso sud. I popoli nomadi dell’est, tutt’altro che incivili ed incolti, hanno continuato a muoversi verso ovest sospinti dalle difficoltà incontrate a stanziarsi in Cina, allora solidissima e fortemente isolazionista, fino a convergere verso l’Europa. Fintanto che Roma è stata civilmente e socialmente solida i cosiddetti “barbari” sono stati assorbiti, quando profitto e potere sono diventati più importanti di Valori e Giustizia i re “barbari” hanno visto la loro occasione e l’hanno colta.

Dopo che Colombo ha raggiunto le Americhe la storia si è ripetuta (anche in Australia) e frotte di insoddisfatti, avventurieri, galeotti, disadattati e compagnia bella si sono riversati al di la dell’oceano per trovare una vita migliore. Non vi suona famigliare? Comunque, le Americhe non erano vuote, così come non lo era l’Australia, ma che differenza fa? Basta sterminare per bene e tutto si sistema. Secondo David Stannard (American Holocaust, 2002) ci furono 114 milioni di morti tra i Nativi Americani in 500 anni. Così come i greci antichi anche gli europei si son sentiti portatori di civiltà… Non mi risultano genocidi nell’antichità o almeno non di quelle proporzioni. Il buon Caio Giulio Cesare in Gallia non c’è andato certo leggero, ma direi che 114 milioni di morti sono di un’altra categoria.

Sicuramente anche gli antichi greci avranno avuto i loro scontri e gli sconfitti hanno per certo ingrossato le schiere degli schiavi, ma l’integrazione avveniva con una certa facilità e la storia antica è piena di ex schiavi divenuti importanti (qualcuno pure papa…).

Anche se formalmente la chiesa cattolica misconosce la schiavitù e Costantino la abolisce formalmente in tutto l’Impero, i poveri ed i derelitti continuano ad avere status giuridico differente. I contadini vengono legati alla terra che coltivano e divengono coloni, dal verbo latino “colere”, coltivare. Legati a tal punto da poter essere venduti ed acquistati con il terreno. Nel 1524 Federico I di Danimarca sancisce il diritto del proprietario del fondo si aver giurisdizione sui contadini che diventano di fatto suoi sudditi di infimo ordine, in pratica schiavi. In questo scenario comincia a montare la pressione demografica per fuggire oltre oceano…

È di pochi anni prima 1452 la bolla pontificia Dum Diversas che “legalizza” lo sfruttamento a favore dei re portoghesi (cristianissimi…) dei nuovi territori e dei loro abitanti con l’accusa di non essere cristiani. Vale la pena di ricordare che la chiesa si era già macchiata di svariate nefandezze e non solo contro i cosiddetti infedeli, ma anche contro cristiani con vedute non ortodosse, vedi crociata contro gli Albigesi per esempio.

 

Quindi cosa è cambiato? Siamo diventati progressivamente più cattivi? Forse, ma anche il nostro pianeta si è fatto progressivamente più piccolo e affollato e le religioni monoteiste sono diventate preponderanti, con la loro esclusività: per queste religioni esiste un “NOI” ed un “LORO”. Il primo comandamento è non avrai altro dio all’infuori di me mentre non uccidere è solo il quinto quindi se “loro” non sono cristiani è più facile considerarli anche sub-umani e quindi mettere in discussione il loro diritto di esistere

I MURI

Qui giungiamo alla passione umana per i muri. Se abbiamo una religione che agisce come uno scudo contro chi è diverso da noi, quindi una specie di muro morale, ci viene facile pensare che altrettanto efficace possa essere un muro fisico per separarci da chi percepiamo come diverso. E via di mura, alte e lunghissime come la muraglia cinese che difendeva la civiltà dai nomadi barbari ed incivili, il muro di Berlino, che pur se costruito dai sovietici veniva percepito come la barriera che divideva il mondo libero dal terrore sovietico. E oggi il capo di un governo che dovrebbe preoccuparsi di oltre 44 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà preferisce giocare sulle paure dei suoi concittadini e spendere miliardi per un muro piuttosto che in cure mediche.

Nel frattempo, visto che fare un muro in mare riesce difficile anche ad una forza politica che ha sempre detto “terroni di merda, quanto puzzate” e poi prende voti al sud, si pensa di chiudere i porti per fermare la marea. Qui rientrano nel discorso i decerebrati di inizio post. Ben pochi analizzano la situazione, molti parlano con frasi prese a prestito dai TG o dai comizi, che magari possono andar quasi bene mentre si parla al bar, dopo un numero n di bicchieri di bianco scadente, ma che nella realtà non cambiano un cazzo e semplicemente ci precipitano di testa nella merda tipica dei discorsi filonazisti.

Visto che tanti amano le immagini provate a figurarvi i flussi migratori come se fossero onde del mare o maree: avete mai pensato di fermarle? State certi che non ci riuscirete, l’unica “difesa” è rendere le coste solide cosicché quando l’acqua ci passa sopra non possa eroderle e lasciarle in mille pezzi. Non è chiudendo un porto che si fermano le maree, non è una legge sulla redistribuzione dei migranti a cambiare lo scenario, ci vuole che le popolazioni europee siano salde nei loro valori e disciplinate nel seguire le leggi. A me non dispiacerebbe avere un vicino arabo fintanto che rispetta le leggi e non pretende di essere al di sopra delle regole solo perché “da dove viene lui è diverso”. Per la cronaca il mio vicino è bulgaro ed è un ottimo vicino.

Sapete perché è così complicato abbandonare l’immagine paranoide dello straniero brutto e cattivo che viene a casa nostra a fare ciò che gli pare? Perché per rendere molto difficile a chiunque (stranieri o cittadini italiani, brutti o belli che siano) fare ciò che gli pare e piace bisognerebbe che i cittadini per primi seguissero le leggi e le regole. In questo caso concordo con la frase “prima gli italiani”. Dobbiamo essere i primi a rispettare le regole. Invece… secondo l’associazione nazionale delle assicurazioni (ANIA) il 20% dei cittadini non usa la cintura di sicurezza nei sedili anteriori arrivando a sedervisi sopra per non far suonare il cicalino, solo 1 su cento usa quelle posteriori, esistono ancora utenti della strada che trasportano i bambini senza seggiolino, buttano i mozziconi fuori dal finestrino, secondo l’ACI 3 incidenti su 4 sono direttamente dovuti all’uso del cellulare in auto. Taluni messaggiano in autostrada!

Non ci piacciono le regole… non vogliamo seguirle, ci fa schifo essere disciplinati… ma quando parliamo di altri li vogliamo ligi a regole che noi non vogliamo neanche sentir nominare.

Forse abbiamo anche ragione quando ci lamentiamo di uno stato bizantino, ma dobbiamo ricordarci che lo abbiamo costruito così con i nostri voti…

 


Il finto ausiliario… ANDARE

…Ma ci sono solo io a non sopportare più l’uso quantomeno indiscriminato del verbo ANDARE come finto ausiliario?

Il generatore “VA” a caricare il pacco batterie? Ma perché? non basta un banale indicativo presente? Il generatore CARICA le batterie

I giornalisti/presentatori/conduttori poi sono uno spettacolo, vanno sempre, ma mai dove vorrei io che andassero. La frase tipica è “ANDIAMO a presentare…” Ma stai qui… presenta da dove titrovi… usa l’indicativo, cazzo! PRESENTIAMO! è anche più breve e risparmi… risparmi fiato, risparmi tempo e risparmi i mie poveri cog… ehm… quelli!


Autunno…ancora

E quando pensi di aver capito, l’autunno ti stupisce ancora


Autunno…finalmente

…E poi arriva tra capo e collo. Non che non lo aspettassimo, solo che ci eravamo abituati ad avere 26 gradi ed il cielo blu…


Drive all night

Drive All Night 5-11-1980

Credo che non si possa dire di aver veramente vissuto se almeno una volta non si è guidato tutta una notte…

per incontrare una persona

per andarsene da una persona

per aiutare un amico

per cercare qualcosa di nuovo dall’altra parte della notte

per tornare a casa


Proposta di legge elettorale

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Dopo tutte le balle sul sistema elettorale all’italiana ed alla tedesca proporrei quello alla …”TURCA”

Funziona in maniera semplicissima: basta metterci dentro l’intero panorama politico e poi si tira la catena…


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